venerdì 3 settembre 2010

Take no prisoners (take no shit)


Non mi reputo un allarmista, ma la deriva sociale che colpisce più duramente ceti ed etnie più deboli , mai come in questo momento ha raggiunto livelli di guardia. Privati cittadini che assediano un palazzo per vendicare un presunto torto, altri che impazziscono sterminando intere famiglie, capi di stato che allontanano o meglio deportano arbitrariamente interi villaggi. Il minimo comune denominatore degli esempi succitati sta nel fatto che le vittime sono tutte di etnia Rom. Il problema principale sta nel fatto che da sempre si è voluta negare l'esistenza del problema stesso. Non posso credere che queste persone, solo per il fatto di appartenere a questa etnia siano geneticamente predisposte a vivere in condizioni disumane. I governi che si sono succeduti nel tempo hanno sempre e solo blaterato di integrazione, senza mai procedere a qualcosa di realmente costruttivo e questo nascondere sistematicamente la testa nel secchio ha infine condotto la situazione verso lidi esplosivi e punti di non ritorno. Eppure, basterebbe volgere un'occhio al nostro passato recente, per scorgervi degli allarmanti punti di convergenza con la situazione attuale. Esemplificando:

- Gravissima crisi economica globalizzata con ripercussioni devastanti

- Crescita di regimi totalitari che negano le forme più elementari di libertà e mirano

all'annientamento di dissidenti ed indesiderati in genere.

- Popolazione impreparata a leggere le informazioni per quanto ovvie siano.


Tutto ciò condusse l'Europa verso la pagina più buia della sua storia.

Ritengo sia quantomeno opportuno meditare, la soluzione finale continua a bussare alla porta.


"...and still the dark stain spreads between his shoulder blades. A mute reminder of the poppy fields and graves and when the fight was over, we spent what they had made, but in the bottom of our hearts we felt the final cut..."


1 commento:

TIM ha detto...

Un primier che non rende partecipe il capo dell stato (anche se lo stato in questione è l'Itaglia) del programma per la visita di stato (adesso le marchette le chiamano così, pazienza!) del gheddy, è solo perché lo stesso si ritiene superiore -e non certo in altezza- a napo orso capo, anzi si ritiene già inquilino del colle. D'altra parte sta solo facendo pratica. Quindi con gente come questa che si "prende cura" di noi non c'è da aspettarsi nulla di buono. Persino le camere a gas.
TIM