venerdì 26 dicembre 2008

Abbi dubbi

Una delle scorse sere, nel bel mezzo di quella terra di mezzo che è il periodo che va dalla fine dei TG riuniti (Broncoviz docet) ed approda alla prima serata, mi sono trovato a seguire un "best of" delle Invasioni Barbariche, format targato Endemol (e chi sennò), alla faccia del monopolio, condotto (si fa x dire) da quella vamp mancata (per un pelo) della D'aria Bignardi, una che riesce a mantanere costantemente un'espressione ed un atteggiamento a metà tra la sufficienza e la presa per i fondelli. Una che, ricordo, all'epoca dell'epurazione di Luttazzi dalla sua rete di riferimento, bofonchiò:"la comicità di Luttazzi mi piace e mi diverte, ma se l'è cercata". Un chiaro esempio, quindi, di una che riesce contemporaneamente a schierarsi sia dalla parte della vittima sia da quella del carnefice. Complimenti assai.
Comunque sia, a dispetto dell'anchor woman, non propriamente di mio gradimento,la scelta degli ospiti si rivela molte volte azzeccata e nella fattispecie, l'intervistato era Giorgio Bocca, insigne e rispettato (almeno dal sottoscritto) giornalista e scrittore.
Ora, il punto è che il buon Bocca ha serenamente ammesso di non esercitare più il diritto di voto da tempo immemore, adducendo motivazioni quali:" in un paese con una siffatta classe politica, non esiste più serietà alcuna a nessun livello e comunque il mio voto non influenzerebbe lo stato delle cose".
Questa disamina, non mi trova d'accordo, perlomeno in riferimento alla seconda parte del pensiero, in quanto il non esercizio del diritto al voto offre ancor meno possibilità per cambiare lo status quo (non frequentai il liceo classico).
Ciò che in definitiva mi intristisce è il livello di frustrazione e disarmo verso il futuro, la cronica mancanza di prospettive e di punti di riferimento anche da parte di personalità come Bocca, abituati più di altri alla resistenza ed alla lotta in ogni tipo di situazione.
Probabilmente, la disillusione, cresce in maniera direttamente proporzionale al numero di bocconi amari ingurgitati ed al numero di porcherie, miserie ed ingiustizie subite od alle quali si è assistito senza avere il coraggio o gli strumenti per opporvisi, fino a giungere ad un punto di non ritorno.

"Ma s'io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto...."

1 commento:

TIM ha detto...

... forse farei lo stesso" conclude il venerato Maestro. Ma è vero che le esalazioni venefiche che escono da quella casa di tolleranza che si ostinano a chiamare Parlamento hanno ormai ammorbato l'aria di tutt'Italia e stanno invadendo l'Europa e il Mondo. Che fare? se lo chiedeva anche il buon vecchio Lenin nel suo libretto rivoluzionario. Forse tornare al Maestro che scrive che 'il rivoluzionario quando è vero è animato da un grande sentimento di amore'. E allora 'Hasta la victoria siempre, comandante Che Guevara' ('e a culo tutto il resto!' concluderebbe sempre Guccini.)